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XIV CONGRESSO NAZIONALE SIFaCT

Farmacisti clinici e scelte Informate in contesti di risorse limitate

Trento, 8-10 ottobre 2026

Grand Hotel Trento

Razionale

Le decisioni in ambito sanitario, che si tratti di scelte individuali dei pazienti, pratiche cliniche dei professionisti o politiche sanitarie e farmaceutiche locali, nazionali o sovranazionali, dovrebbero idealmente basarsi sulle migliori prove di efficacia scientifiche disponibili, facendo riferimento in particolare ai rapporti fra benefici, danni e costi degli interventi. Tuttavia, il percorso per arrivare a “scelte informate” è stato, ed è tuttora, caratterizzato da numerosi ostacoli.

Negli ultimi cinquant’anni la disponibilità di prove di efficacia e sicurezza è cresciuta in modo esponenziale anche se la loro effettiva integrazione nella pratica clinica rimane una sfida complessa. Persistono criticità legate alla qualità metodologica degli studi, alla loro trasferibilità ai contesti reali e alla capacità dei professionisti di interpretarne correttamente risultati e limiti.

In questo scenario, la farmacia clinica assume un ruolo strategico. Il farmacista clinico non è soltanto un fruitore di evidenze, ma un mediatore qualificato tra ricerca e pratica assistenziale. Attraverso la valutazione critica dei risultati degli studi, l’analisi dei profili beneficio–rischio e costo–beneficio, il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva, può contribuire infatti a orientare le scelte terapeutiche verso soluzioni efficaci, sicure e sostenibili.

La presenza del farmacista nei team multidisciplinari, nelle commissioni terapeutiche e nei percorsi di diagnosi e terapia dovrebbe contribuire a tradurre le evidenze in decisioni (regolatorie, raccomandazioni, Linee Guida, protocolli) basate su prove di efficacia, ma anche adattabili alle caratteristiche cliniche del singolo paziente e al contesto organizzativo delle singole realtà. Inoltre, mediante attività di formazione, informazione indipendente e audit clinici, la farmacia clinica può favorire la diffusione di una cultura della decisione basata su prove di efficacia e sicurezza solide, riducendo il divario tra conoscenza scientifica e pratica quotidiana.

In questo senso, il farmacista clinico, con le adeguate competenze tecnico-scientifiche e di trasferimento delle informazioni, può rappresentare un attore chiave al fine di garantire qualità, sicurezza e sostenibilità delle cure.

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